Voglio fare lo scrittore!

26.10.2022

Anche chi sta già scrivendo un libro o ha finito di scriverne almeno uno, o magari pubblicato qualcuno, potrebbe avere ancora dei dubbi sul fatto che la scrittura sia davvero la sua strada, sia che si desideri fare di essa un lavoro, sia che la si consideri soprattutto un hobby. La scrittura impegna la mente e porta via tempo ed altri interessi. Può dare delle soddisfazioni, se le cose vanno per il verso giusto, ma di solito solo dopo grande sacrificio. In ogni caso è fatta di alti e bassi, quindi alle soddisfazioni possono seguire cocenti delusioni. Di fronte alla realtà dei fatti ci si deve fare un esame di coscienza e comprendere che non sempre desiderare di scrivere significa che lo si debba fare. Per questo motivo è necessario porsi delle domande per capire se si vuole scrivere come mezzo per comunicare al pubblico un proprio messaggio, nel senso piu' lato possibile, o se lo scrivere non sia altro che uno strumento per esplorare se stessi, magari in un periodo particolare della propria vita, e quindi ciò che si scrive non è realmente destinato ad altri lettori. Se abbiamo un blog su cui pubblichiamo articoli, con grande piacere, per dire la nostra su argomenti che ci interessano, se ci piace divulgare le nostre conoscenze o insegnare ad altri ciò che abbiamo imparato e ci viene naturale farlo per iscritto, siamo degli ottimi candidati a diventare autori di saggi, report, libri divulgativi, manuali, corsi, info prodotti e altri prodotti editoriali che non rientrano nella narrativa. Per questo motivo, dobbiamo mettere subito da parte ogni dubbio e insicurezza e darci da fare. L'unica cosa di cui abbiamo bisogno a questo punto è un progetto definito e tanta disciplina. Quando si parla di narrativa, invece, l'argomento e più complesso, poiché entrano in gioco esperienze ed emozioni di persone di fantasia, che devono essere distinte da quelle di chi scrive, a meno che l'opera in questione non sia un libro ispirato a elementi autobiografici, anche se in forma romanzata. 

Quest'ultimo caso si applica a persone che hanno avuto delle esperienze interessanti nella vita, cosa che non capita a tutti o comunque non sono interessanti per un ipotetico pubblico. Da qui possono nascere tutta una serie di dubbi, magari anche maggiori di quelli che affliggono chi scrive storie completamente inventate. Quindi come capire se siamo fatti per scrivere narrativa? Prima di tutto sperimentiamo il cosiddetto fuoco della scrittura, cioè il bisogno di mettere nero su bianco, anche solo sotto forma di appunti, le storie e i personaggi che affollano la nostra mente, spesso nei momenti meno opportuni, proponendoci immagini e dialoghi mentre tentiamo di concentrarci durante il lavoro o lo studio, quando parliamo con altre persone o viaggiamo o semplicemente cerchiamo di dormire. Questa necessità di scrivere tende ad accompagnarci a un serpeggiante senso di colpa, che ci opprime nei giorni in cui non siamo riusciti a dedicare neppure mezz'ora alla scrittura. Amiamo leggere, ma, quando leggiamo un libro, soprattutto se non ci soddisfa del tutto, tendiamo a immaginare come l'avremmo scritto noi, rendendolo piu' vicino ai nostri gusti. Oppure notiamo tutti i refusi, gli errori di traduzione e persino quelli di stile. Desideriamo parlare con gli altri di ciò che scriviamo, ma non è affatto facile trovare l'interlocutore giusto e magari va a finire che parliamo da soli. Nel momento meno opportuno ci viene l'ispirazione che risolve un punto critico della storia che stiamo scrivendo. Sappiamo che succederà, prima o poi, quindi non ci spaventiamo, se non abbiamo ancora idee di come andare avanti. Se abbiamo l'impressione di soffrire del cosiddetto blocco dello scrittore, non ci preoccupiamo, ma dimostriamo a noi stessi che non esiste. Anche se sappiamo che guadagneremo poco o nulla grazie ai nostri scritti, siamo dei perfezionisti e siamo felici e fieri di ciò che abbiamo scritto. Insomma, la scrittura è un elemento centrale nella nostra vita, indipendentemente dallo stato d'animo in cui riusciamo a dare del nostro essa. Anzi, se riusciamo comunque a scrivere, nonostante non ci troviamo in quello specifico stato d'animo, non c'è dubbio che siamo fatti per essere scrittori. 


A cura di Giuseppe Giarnera