OSS e gli anziani

10.12.2019

L'assistenza agli anziani deve tenere conto dei cambiamenti che le persone si trovano ad attraversare, il decadimento fisico naturale, la presenza di comorbilità, la riduzione della capacità di recupero dell'integrità aggravata dalla presenza disabilità e il peggioramento dello stato cognitivo incidono sull'equilibrio, sulla qualità di vita della persona e della sua famiglia.

Risulta chiaro che per assistere una persona anziana occorre richiamare i concetti di complessità e cronicità. Entrambe queste due condizioni richiedono la programmazione di percorsi di cura che coinvolgano i servizi e le diverse professionalità che caratterizzano la rete assistenziale e garantiscano una continuità assistenziale strutturata.

L'approccio all'anziano quindi va inteso in una logica multidisciplinare e multidimensionale, le professionalità che entrano in gioco devono agire in sinergia per mantenere/recuperare l'autonomia della persona anziana, favorendo la sua partecipazione al progetto di cura e garantendo una individualizzazione dell'assistenza.

La perdita di autonomia da parte di una persona anziana incide sulla famiglia e la fragilità che ne deriva coinvolge tutto il nucleo famigliare, determina la ridefinizione di priorità, ruoli e necessità. Infatti non sempre la famiglia ha la possibilità di sostenere il proprio caro mantenendolo nel nucleo famigliare e questo può generare frustrazione, sensi di colpa, sconforto e delusione che vanno ad aggravare la situazione.

Nel percorso assistenziale che porta l'Operatore Socio Sanitario a contatto con la persona anziana e con la sua famiglia è possibile assistere al processo di rielaborazione dell'assetto familiare; in questo caso il ruolo dell'OSS è fondamentale in quanto la famiglia diventa protagonista, insieme alla persona assistita, delle decisioni assistenziali, ma anche soggetto di operatore di intervento per L'assistenza agli anziani deve tenere conto dei cambiamenti che le persone si trovano ad attraversare, il decadimento fisico naturale, la presenza di comorbilità, la riduzione della capacità di recupero dell'integrità aggravata dalla presenza disabilità e il peggioramento dello stato cognitivo incidono sull'equilibrio, sulla qualità di vita della persona e della sua famiglia.

Risulta chiaro che per assistere una persona anziana occorre richiamare i concetti di complessità e cronicità. Entrambe queste due condizioni richiedono la programmazione di percorsi di cura che coinvolgano i servizi e le diverse professionalità che caratterizzano la rete assistenziale e garantiscano una continuità assistenziale strutturata.

L'approccio all'anziano quindi va inteso in una logica multidisciplinare e multidimensionale, le professionalità che entrano in gioco devono agire in sinergia per mantenere/recuperare l'autonomia della persona anziana, favorendo la sua partecipazione al progetto di cura e garantendo una individualizzazione dell'assistenza.

La perdita di autonomia da parte di una persona anziana incide sulla famiglia e la fragilità che ne deriva coinvolge tutto il nucleo famigliare, determina la ridefinizione di priorità, ruoli e necessità. Infatti non sempre la famiglia ha la possibilità di sostenere il proprio caro mantenendolo nel nucleo famigliare e questo può generare frustrazione, sensi di colpa, sconforto e delusione che vanno ad aggravare la situazione.

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